Ingresso nel Sistema di Controllo
L’azienda agricola che vuole diventare “biologica”, presenta apposita domanda all’Assessorato Provinciale o Regionale competente e all’Organismo di controllo, scelto tra quelli autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
L’organismo di controllo prescelto effettua una prima ispezione in azienda al fine di conoscerla, prendere visione di tutti terreni e dei centri di produzione, verificare l’assenza di pericoli di contaminazione, e verificare la corretta gestione del processo di produzione secondo il metodo bio.
Fase di conversione
Se l’azienda è ammessa nel sistema di controllo, si dà avvio alla fase di conversione: in pratica si tratta di un trattamento di “disintossicazione” del terreno che favorisce lo smaltimento dei residui inquinanti e il ripristino degli equilibri naturali e della biodiversità (coccinelle, insetti utili, ecc.).
Quanto dura la conversione.
La durata dipende da quanto uso si è fatto di prodotti chimici e dal tipo di coltivazione precedente.
• 2 anni per grano, orzo, ortaggi e altre colture che hanno una durata annuale
• 3 anni per vite, olivo, frutteti e altre colture perenni
Nei primi 12 mesi, il raccolto continuerà ad essere considerato e commercializzato come prodotto di tipo convenzionale.
Superati i primi 12 mesi e fino al termine del periodo i conversione prefissato potrà essere venduto riportando in etichetta “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”.
Per gli allevamenti invece il periodo di conversione varia in relazione alla specie e le tipologie produttive: 6 mesi per le vacche da latte, 12 per quelle da carne; 6 settimane per le galline ovaiole, 10 settimane per il pollame da carne, e così via).
Solo al termine del periodo di conversione le produzioni potranno essere etichettate e vendute come “da agricoltura biologica”.
Sorveglianza continua
Superata la fase di conversione, l’azienda continua ad essere sottoposta ai controlli, per tutto il tempo in cui permane nel sistema di controllo, per verificare, anche attraverso il prelievo di campioni di prodotto, l’assenza di sostanze chimiche vietate e di Organismi Geneticamente Modificati, e più in generale la conformità dell’azienda al Regolamento del biologico.
Il sistema richiede che le aziende registrino tutto ciò che può influire sul rispetto dei requisiti, ad esempio le materie prime acquistate o i mezzi tecnici utilizzati, e devono mettere a disposizione del tecnico controllore tutti i documenti fiscali e contabili e le registrazioni utili a verificare l’intera attività da loro svolta.
Se vengono riscontrati casi di “Non Conformità”, a partire dalle irregolarità formali nelle registrazioni fino alle infrazioni vere e proprie, l’organismo di controllo applica sanzioni la cui entità varia in relazione alla gravità.
L’organismo di controllo ha il potere e l’autorità per sospendere la certificazione biologica di interi raccolti o, nei casi più gravi, escludere l’intera azienda dal sistema di controllo.
Questi provvedimenti vengono comunicati anche al Ministero, alla Regione e agli altri Organismi di Controllo, poiché, se l’azienda si rivolge ad un nuovo organismo, questo deve continuare ad applicare la sanzione decisa.
Se le infrazioni sono continue e ripetute, l’azienda sarà esclusa dal sistema per almeno un anno.
ICEA e la certificazione
ICEA programma i suoi controlli sulla base della classe di rischio attribuita all’azienda, più o meno come accade per le assicurazioni auto, sulla base del tipo di produzione, delle dimensioni, dei risultati dei precedenti controlli e altre variabili.
Si parte da un minimo di una verifica per anno, fino ad arrivare a 3-4 controlli annuali che possono avvenire anche senza preavviso.
I risultati dei controlli vengono poi sottoposti alla valutazione della Commissione di Certificazione Icea, un organo imparziale composto anche da rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori.
Superati i controlli, l’azienda può ottenere il certificato di conformità che autorizza l’azienda a vendere i propri prodotti come biologici.
Sull’etichetta, l’azienda potrà indicare “ prodotto ottenuto con metodo di agricoltura biologica”, assieme al codice che permette di identificare l’ente di controllo (es. IT ICEA), l’operatore responsabile della sua conformità e il codice di approvazione del prodotto da parte dell’ente di controllo (es. F/Txxxxx, F = prodotto fresco, T = prodotto trasformato).
Il consumatore, utilizzando i codici riportati sull’etichetta del prodotto acquistato, può verificare sul sito
www.icea.info il nome dell’azienda controllata e la regolarità della sua certificazione.